Se il bambino vive nella critica ,
impara a condannare.
Se vive nell’ostilità,
impara ad aggredire.
Se vive deriso,
impara la timidezza.
Se vive vergognandosi,
impara a sentirsi colpevole.
Se vive trattato con tolleranza,
impara ad essere paziente.
Se vive nell’incoraggiamento,
impara la fiducia.
Se vive nell’approvazione,
impara ad apprezzare.
Se vive nella lealtà,
impara la giustizia.
Se vive con sicurezza,
impara ad avere fede.
Se vive volendosi bene,
impara a trovare
amore ed amicizia nel mondo.
Sono arrivata a Londra piu' di 10 anni fa e mi ritrovo ora a barcamenarmi tra lavoro, marito, 3 figli e le altre cose della vita. Per evitare che la mia esistenza mi passi davanti troppo in fretta, ho deciso di "ingabbiare" i miei pensieri in un blog. Pensieri (e deliri) che spazziano dal mio ruolo di madre, donna, ma anche di italiana emigrata che, nonostante veda i difetti della madre patria, continua a chiamarla "casa".
domenica 22 febbraio 2015
venerdì 20 febbraio 2015
mercoledì 18 febbraio 2015
Omerta' e scuola
Ho gia' parlato del complicatissimo sistema scolastico inglese e, soprattutto, l'agonia nello scegliere e "accalappiarsi" la scuola migliore per i propri figli. (Vedi post "Mi trovate anche li'" del mese di ottobre).
Per me l'agonia e' finita, nel senso che ho completato la mia richiesta online entro la data di scadenza e ora non devo far altro che aspettare il verdetto del mio Council.
Quest'anno mio figlio frequenta una nursery che fa parte di una primary school outstanding. Ha una reputazione ottima e conosco famiglie che hanno comprato casa nella vicinanze con il solo scopo di entrare nella "catchment area"della scuola. (in tutta onesta', l'idea era balenata anche a me).
In realta', non ho trovato nulla di "outstanding" nella nursery. E' una buona scuola, ma niente degno di nota. Anzi, ci sono alcune cose che proprio non mi piacciono. Parlando con altre mamme (soprattutto straniere), mi sono resa conto di non essere la sola, ma sembra che nessuno osi esprimere pubblicamente un giudizio negativo nei confronti dell'istituto scolastico.
La scorsa settimana ho scoperto una cosa che mi ha lasciato molto perplessa: un ragazzino di 11 anni, dopo aver litigato con una compagna di classe, e' venuto a scuola con un'arma (presumo un coltello, ma non sono sicura). Dopo qualche settimana di sospensione, e' stato riammesso. Una volta rientrato, ha iniziato a bombardare la compagna con sms minatori e, di conseguenza, e' stato espulso definitivamente.
Oltre alla gravita' del fatto, la cosa che mi ha fatto pensare, e' l'atteggiamento della preside; ha incontrato i genitori dei compagni di classe del ragazzino in questione, chiedendo di non divulgare l'informazione (io ne sono venuta a conoscenza per vie traverse).
Tenendo in considerazione che quell'arma e' comunque passata per il cortile della scuola e quindi, in qualche misura, tutti i bambini sono stati esposti ad un certo livello di rischio, penso che la preside avesse dovuto comunicarlo a tutti i genitori.
Mi chiedo se la scelta sia stata dettata dal tentativo di mantenere l'ottima reputazione dell'istituto. Per conto mio.... Hanno proprio perso la faccia.
venerdì 13 febbraio 2015
Bandiera bianca
E' ora di alzare bandiera bianca. Lo ammetto. Non sono una super donna. Niente super poteri per noi comuni mortali.
Reduce da un virus gastro-intestinale che ha colpito l'intera famigliola, mi muovo per casa, trascinando i piedi come due zattere nel mezzo di una tempesta e facendo attenzione a non sbilanciarmi troppo, per non cadere a terra. (Visione un po' drammatica, forse... Ma e' come mi sento in questi giorni).
I muscoli della zona lombare sono stati sostuiti da un pannello di ferro invisibile, che rende doloroso ogni piegamento.
Cerco di evitare di sollevare i bimbi il piu' possibile. Ma come dire no quando barabino 2 mi supplica: "Only for one minute, ok?". O come e' possibile non prenderlo in braccio durante un capriccio nel bel mezzo del parcheggio del supermercato? Se ci troviamo in casa o almeno su un marciapiede, posso lasciarlo a crogiolarsi per terra e aspettare pazientemente che smetta. Alternativamente, l'unica soluzione e' raccoglierlo, sperando che non ci sia nessuno nei dintorni.
La scorsa settimana stavamo uscendo da un centro per bambini (o almeno quella era la mia intenzione), quando barabino 2 ha deciso che non voleva mettersi ne' maglione ne' giubbino. Ora, sono assolutamente favorevole a permettere ai nostri bambini di fare sbagli, prendere decisioni da soli e, nel caso siano sbagliate, accettarne le conseguenze. In questo caso, considerando le temperature polari, ho deciso che era compito mio intervenire ed obbligarlo a vestirsi.
L'esito e' stato catastrofico. Dopo essere stato vestito con la forza, barabino 2 si e' piazzato sulla porta del centro, urlando come se qualcuno lo stesse picchiando.
Ho fatto finta di andarmene (ovviamente sto parlando di una distanza di non piu' di 5 metri).
Dalla stessa porta esce una mamma con una bambina che accarezzando la testa di barabino 2, cerca di confortarlo. La signora mi rivolge uno sguardo schifato e se ne va, spiegando alla sua piccola il percorso da fare per tornare a casa.
Ho preso per mano barabino 2 (il quale, stremato, aveva finalmente deciso di arrendersi) e sono salita in macchina. All'inizio ho pensato che la signora, da esterna, non avesse tutti i torti, ma poi ho ricordato quanto fosse facile giudicare l'operato di altri genitori, quando ancora non avevo figli. Anzi, e' ancora piuttosto facile permettersi di esprimere pareri, se magari si ha solo un figlio, famigliari disponibili ad aiutare e non si hanno problemi di salute.
Cara signora "giudicatrice"... Riparliamone, quando anche lei ne avra' 2, sara' incinta, soffrira' di pressione bassa e dovra' andare a prendere il figlio piu' grande a scuola, prima che chiudano i cancelli... Perche' no, non c'e' nessuno a cui puo' delegare questo compito.
PS. Un'ultima cosa signora: in quel momento, la sua bambina sara' sembrata un angelo rispetto al mio barabino. Ma il mio barabino dopo essere salito in auto, accarezzandomi il braccio, mi ha chiesto: "Are you ok mamma? Sorry". E non ho potuto fare a meno di amarlo ancora di piu'.
Reduce da un virus gastro-intestinale che ha colpito l'intera famigliola, mi muovo per casa, trascinando i piedi come due zattere nel mezzo di una tempesta e facendo attenzione a non sbilanciarmi troppo, per non cadere a terra. (Visione un po' drammatica, forse... Ma e' come mi sento in questi giorni).
I muscoli della zona lombare sono stati sostuiti da un pannello di ferro invisibile, che rende doloroso ogni piegamento.
Cerco di evitare di sollevare i bimbi il piu' possibile. Ma come dire no quando barabino 2 mi supplica: "Only for one minute, ok?". O come e' possibile non prenderlo in braccio durante un capriccio nel bel mezzo del parcheggio del supermercato? Se ci troviamo in casa o almeno su un marciapiede, posso lasciarlo a crogiolarsi per terra e aspettare pazientemente che smetta. Alternativamente, l'unica soluzione e' raccoglierlo, sperando che non ci sia nessuno nei dintorni.
La scorsa settimana stavamo uscendo da un centro per bambini (o almeno quella era la mia intenzione), quando barabino 2 ha deciso che non voleva mettersi ne' maglione ne' giubbino. Ora, sono assolutamente favorevole a permettere ai nostri bambini di fare sbagli, prendere decisioni da soli e, nel caso siano sbagliate, accettarne le conseguenze. In questo caso, considerando le temperature polari, ho deciso che era compito mio intervenire ed obbligarlo a vestirsi.
L'esito e' stato catastrofico. Dopo essere stato vestito con la forza, barabino 2 si e' piazzato sulla porta del centro, urlando come se qualcuno lo stesse picchiando.
Ho fatto finta di andarmene (ovviamente sto parlando di una distanza di non piu' di 5 metri).
Dalla stessa porta esce una mamma con una bambina che accarezzando la testa di barabino 2, cerca di confortarlo. La signora mi rivolge uno sguardo schifato e se ne va, spiegando alla sua piccola il percorso da fare per tornare a casa.
Ho preso per mano barabino 2 (il quale, stremato, aveva finalmente deciso di arrendersi) e sono salita in macchina. All'inizio ho pensato che la signora, da esterna, non avesse tutti i torti, ma poi ho ricordato quanto fosse facile giudicare l'operato di altri genitori, quando ancora non avevo figli. Anzi, e' ancora piuttosto facile permettersi di esprimere pareri, se magari si ha solo un figlio, famigliari disponibili ad aiutare e non si hanno problemi di salute.
Cara signora "giudicatrice"... Riparliamone, quando anche lei ne avra' 2, sara' incinta, soffrira' di pressione bassa e dovra' andare a prendere il figlio piu' grande a scuola, prima che chiudano i cancelli... Perche' no, non c'e' nessuno a cui puo' delegare questo compito.
PS. Un'ultima cosa signora: in quel momento, la sua bambina sara' sembrata un angelo rispetto al mio barabino. Ma il mio barabino dopo essere salito in auto, accarezzandomi il braccio, mi ha chiesto: "Are you ok mamma? Sorry". E non ho potuto fare a meno di amarlo ancora di piu'.
mercoledì 7 gennaio 2015
Il supporto dei barabini
Essere incinta del terzo figlio, non e' una passeggiata... Soprattutto quando durante il terzo trimestre, ci sono ancora gli stessi sintomi del primo. Pur ammettendo che i bambini a volte tolgono la poca energia rimasta, sanno anche donarci tanta positivita'. Ieri stavo sbuffando e barabino 1, dandomi una pacca sulla schiena, mi dice "Roccia".
Hai ragione amore mio... Tengo botta!
Cheers!
Hai ragione amore mio... Tengo botta!
Cheers!
lunedì 22 dicembre 2014
Regali di Natale... Che noia!
Non voglio essere moralista a tutti i costi. Ma c'e' un limite a tutto.
A prescindere dal proprio credo religioso, il periodo Natalizio non dovrebbe essere spunto di riflessione. o comunque, di ricerca spirituale?
Siamo andati in centro a Londra lo scorso weekend. Abbiamo deciso di fare una passeggiata per Regent's street, ammirando gli addobbi.
Raggiungendo Hamleys (il piu' antico negozio di giocattoli del mondo) non abbiamo potuto fare a meno di notare la lunga fila di genitori e bambini di fronte alle vetrine sature di giochi e tentazioni.
Tenendo in considerazione che mancava ancora un'ora all'apertura, abbiamo pensato che Hamleys offrisse intrattenimento per i piccini o addirittura giocattoli gratis (e' l'unica plausibile risposta che io e mio marito ci siamo dati. Quale persona sana deciderebbe di fare una fila di un'ora in una gelida giornata di dicembre, solo per "comprare" giocattoli?
Dopo un meritato caffe', ritorniamo da Hamley, che ha ormai aperto le porte ai clienti.
Al suo interno: il finimondo. Commessi impazziti che ti soffiano in faccia bolle di sapone; bambini in preda a capricci disumani e genitori in preda ad attacchi di panico. Boomerang e maialini volanti a mezz'aria, leoni e tigri di peluche a grandezza naturale... Un incubo.
Fortunatamente barabino 1 era piu' interessato agli ascensori del negozio e suo fratello dormiva beatamente nel passeggino.
Ho acquistato qualcosa? No. Il tour del negozio mi ha pure un po' "svuotata".
Budget per i regali di Natale dei bambini? £3 a testa: un bel set di trenini trovati in un outlet di giocattoli. (PS. Bambini, se fra qualche anno vi troverete a leggere questo blog, non pensate che mamma e papa' siano tirchi... Stanno solo cercando di non piegarsi al consumismo delirante di Natale).
Buoni propositi a parte, ho imparato a mie spese che l'interesse dei piccini nei confronti di un giocattolo e' brevissimo. Ai bambini non interessa cosa riceveranno in dono, ma chi ci sara' a giocare con loro.
Credo che i barabini abbiano proprio afferrato lo spirito del Natale. Qualche giorno fa, barabino 1 ha costruito un treno con le sedie di casa e ha messo un giocattolo su ciascuna. Mi dice: "Questo treno va in Africa a portare giochi ai bambini poveri". Barabino 2 mi sente lamentarmi del mal di schiena, mentre mi trascino sul divano (dopo tutto sono incinta). Lui si sdraia accanto a me e accarezzandomi la pancia, mi rassicura, dicendo "I will help you".
Considerando che non hanno ancora 6 anni in due...I am such a proud mum!
BUON NATALE A TUTTI!
A prescindere dal proprio credo religioso, il periodo Natalizio non dovrebbe essere spunto di riflessione. o comunque, di ricerca spirituale?
Siamo andati in centro a Londra lo scorso weekend. Abbiamo deciso di fare una passeggiata per Regent's street, ammirando gli addobbi.
Raggiungendo Hamleys (il piu' antico negozio di giocattoli del mondo) non abbiamo potuto fare a meno di notare la lunga fila di genitori e bambini di fronte alle vetrine sature di giochi e tentazioni.
Tenendo in considerazione che mancava ancora un'ora all'apertura, abbiamo pensato che Hamleys offrisse intrattenimento per i piccini o addirittura giocattoli gratis (e' l'unica plausibile risposta che io e mio marito ci siamo dati. Quale persona sana deciderebbe di fare una fila di un'ora in una gelida giornata di dicembre, solo per "comprare" giocattoli?
Dopo un meritato caffe', ritorniamo da Hamley, che ha ormai aperto le porte ai clienti.
Al suo interno: il finimondo. Commessi impazziti che ti soffiano in faccia bolle di sapone; bambini in preda a capricci disumani e genitori in preda ad attacchi di panico. Boomerang e maialini volanti a mezz'aria, leoni e tigri di peluche a grandezza naturale... Un incubo.
Fortunatamente barabino 1 era piu' interessato agli ascensori del negozio e suo fratello dormiva beatamente nel passeggino.
Ho acquistato qualcosa? No. Il tour del negozio mi ha pure un po' "svuotata".
Budget per i regali di Natale dei bambini? £3 a testa: un bel set di trenini trovati in un outlet di giocattoli. (PS. Bambini, se fra qualche anno vi troverete a leggere questo blog, non pensate che mamma e papa' siano tirchi... Stanno solo cercando di non piegarsi al consumismo delirante di Natale).
Buoni propositi a parte, ho imparato a mie spese che l'interesse dei piccini nei confronti di un giocattolo e' brevissimo. Ai bambini non interessa cosa riceveranno in dono, ma chi ci sara' a giocare con loro.
Credo che i barabini abbiano proprio afferrato lo spirito del Natale. Qualche giorno fa, barabino 1 ha costruito un treno con le sedie di casa e ha messo un giocattolo su ciascuna. Mi dice: "Questo treno va in Africa a portare giochi ai bambini poveri". Barabino 2 mi sente lamentarmi del mal di schiena, mentre mi trascino sul divano (dopo tutto sono incinta). Lui si sdraia accanto a me e accarezzandomi la pancia, mi rassicura, dicendo "I will help you".
Considerando che non hanno ancora 6 anni in due...I am such a proud mum!
BUON NATALE A TUTTI!
venerdì 12 dicembre 2014
I pensieri dei barabini
Non c'e' nessuna barzelletta o aneddoto che mi faccia ridere tanto quanto i pensieri dei barabini.
Adoro la loro ingenuita' e la capacita' di vedere il mondo in maniera talmente semplice. Gli bastano 3/4 parole per riempire i tristi silenzi, i buchi dell'anima che il semplice esistere ci da'.
Perche' con le barzellette le risate partono dalla bocca, ma con i bambini partono direttamente dal profondo. A volte e' un piccolo, quasi impercettibile sussurro del cuore, altre un'esplosione spontanea di gioia.
Un paio di giorni fa la mia macchina e' stata danneggiata dal solito "beep" (auto-censura) di turno che ha deciso di andarsene, senza lasciare nessun biglietto.
Se non avessi avuto figli, mi avrebbe decisamente rovinato la giornata. Barabino 2, notando la mia espressione arrabbiata, mi chiede "What happened?". Gli spiego. Non credo abbia capito, ma l'unica cosa che gli importa, e' farmi sorridere. Mi dice "mamma" e quando lo guardo mi dona uno di quei sorrisi, che solo lui e' in grado di regalare.
Racconto a Barabino 1 l'accaduto, sottolineando il fatto che dovremmo pagare il danno all'automobile, in quanto il colpevole e' "ignoto".
Riflette un attimo e mi dice: I know who did it: Jayden! (un compagno di classe, che apparentemente, picchia, spinge e ruba giochi). Gli ricordo che il bambino in questione non ha la patente. "Then it was Jayden's mum"... E torna il sereno nel mio cuore.
Adoro la loro ingenuita' e la capacita' di vedere il mondo in maniera talmente semplice. Gli bastano 3/4 parole per riempire i tristi silenzi, i buchi dell'anima che il semplice esistere ci da'.
Perche' con le barzellette le risate partono dalla bocca, ma con i bambini partono direttamente dal profondo. A volte e' un piccolo, quasi impercettibile sussurro del cuore, altre un'esplosione spontanea di gioia.
Un paio di giorni fa la mia macchina e' stata danneggiata dal solito "beep" (auto-censura) di turno che ha deciso di andarsene, senza lasciare nessun biglietto.
Se non avessi avuto figli, mi avrebbe decisamente rovinato la giornata. Barabino 2, notando la mia espressione arrabbiata, mi chiede "What happened?". Gli spiego. Non credo abbia capito, ma l'unica cosa che gli importa, e' farmi sorridere. Mi dice "mamma" e quando lo guardo mi dona uno di quei sorrisi, che solo lui e' in grado di regalare.
Racconto a Barabino 1 l'accaduto, sottolineando il fatto che dovremmo pagare il danno all'automobile, in quanto il colpevole e' "ignoto".
Riflette un attimo e mi dice: I know who did it: Jayden! (un compagno di classe, che apparentemente, picchia, spinge e ruba giochi). Gli ricordo che il bambino in questione non ha la patente. "Then it was Jayden's mum"... E torna il sereno nel mio cuore.
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