giovedì 17 dicembre 2015

Ben arrivato Edoardo!

Congratulazioni di cuore alla mamma e al papa' di Edoardo. Si e' fatto attendere, ma ne e' valsa la pena: e' bellissimo!

mercoledì 9 dicembre 2015

Pensieri

Ho sempre detto che nella mia vita non avevo grandi rimpianti. Oggi li ho. E ho tanta nostalgia. Del passato e di quello che non potra' piu' accadere, perche' il destino lo ha impedito.
Le persone a cui abbiamo voluto veramente bene si perdono per sempre o qualcosa di loro rimane in noi? Potranno i ricordi essere sufficienti ad alleviare il dolore? Come riusciremo a colmare parzialmente il vuoto lasciato, quando ancora speriamo di risvegliarci da questo incubo?
E quando tutte le lacrime saranno versate e le parole saranno solo rumori nel vento, arrivera' il conforto?
Pensiamo che le cose debbano sempre andare come lo vogliamo noi. Crediamo di essere onnipotenti e poi la cruda realta' ci riporta alla nostra condizione di esseri mortali e fragili.
E l'assenza diventa presenza, talmente vera e reale da toglierci il respiro. E' sempre nascosta nei nostri pensieri e quando meno ce lo aspettiamo, riaffiora per scalfire il nostro cuore.

martedì 17 novembre 2015

Tre maschi?! Poveretta...

A tutti coloro che mi hanno detto la frase: "Caspita 3 bambini piccoli, come fai? E poi sono 3 MASCHI! (come se avere tre femmine fosse piu' facile)...

Pronti per la nanna, tutti nel letto appassionatamente, Barabino 1 mi abbraccia e mi dice: "You are my best friend mamma" e Barabino 2 mi rincuora: "Don't be scared of fireworks, I am here with you" (Non aver paura dei fuochi d'artificio, sono qui con te).

I wouldn't have it any other way. Io, non cambierei nulla... Anche se avessi una bacchetta magica, sceglierei ancora i miei tre maschietti.
Tra qualche anno, quando mi presenteranno le future nuore, mi lascio il diritto di cambiare opinione.

giovedì 22 ottobre 2015

Lite in ascensore e punti di vista

Per capire il senso della vicenda che sto per raccontare, si rende necessaria una puntualizzazione:
la visione italiana dell'infanzia e' diametralmente opposta a quella inglese. 
Uno degli aspetti che piu' mi sta a cuore e' la maniera in cui approcciamo i bambini altrui. In Italia, e' normale e generalmente accettato, che adulti (estranei o meno) possano avere atteggiamenti affettuosi nei confronti dei bambini. Esempio: l'anno scorso in una pizzeria italiana una signora (mai vista prima) si e' messa ad abbracciare Barabino 1 e 2. Ancora ricordo lo sguardo di terrore sui loro volti. Essendo cresciuti all'estero, non erano preparati a tanto affetto da parte di un estraneo. 
In Inghilterra, non sarebbe mai successo. La regola generale e' che i bambini altrui non si toccano. Addirittura quando cadono, nessuno li raccoglie. Tutt'al piu', ci si limita ad informare i genitori della caduta (proprio per non infrangere questa regola). Un po' estremo? Forse si', ma io penso che sia piu' corretto nei confronti dei bambini. Vi permettereste mai di prendere in braccio, spupacchiare di baci un adulto che non conoscete? Come vi sentireste se succedesse a voi? State camminando per strada e qualcuno vi abbraccia? Strano, vero? E' la stessa sensazione che hanno i nostri piccoli ogni volta che qualcuno decide di avere qualche contatto fisico non richiesto.
Ed ora posso raccontarvi la storia:
Lo scorso weekend siamo stati al Science museum. Entriamo nell'ascensore (colmo di gente). Barabino 2 (detto anche "Il Braccio piu' veloce del West) inizia a premere qualche pulsante. io non me ne rendo conto, ma vedo, con la coda dell'occhio, una signora che appoggiando la mano sulla sua fronte, lo spinge all'indietro, spiegandogli (a mio avviso, in malo modo) che certe cose non si fanno.
Le faccio notare, diplomaticamente, che i bambini degli altri non si toccano e che non mi era piaciuto il modo in cui aveva parlato a mio figlio. 
Tutta piena di se', mi sta per spiegare cosa avrebbe fatto con sua figlia. La interrompo, ribadendo che "non me ne puo' importare di meno. Sono affari suoi. Mio figlio non si tocca. Se stava facendo qualcosa di pericoloso, avrebbe dovuto comunicarmelo e, ovviamente, avrei preso provvedimenti". Mi scaldo, inizio ad alzare la voce. Arriva un membro del personale. Interviene mio marito. La signora mi dice che anche mio figlio "l'ha toccata". "Per spostare la tua mano dalla sua fronte", ribatto io.
Insomma... Vi risparmio i dettagli... Le porte dell'ascensore si sono aperte e la giornata e' stata semi-rovinata. Ma sapete che vi dico? Mi sarei sentita peggio, se non avessi detto nulla.

- Regola numero 1: i bambini degli altri non si toccano, a meno che siano in pericolo o stiano facendo male a qualcuno;
- regola numero 2: non insegniamo il mestiere di genitore a nessuno;
- regola numero 3: mai disciplinare i bambini degli altri. Se si stanno comportando in maniera non corretta, informiamo il genitore. Se non e' un imbecille, prendera' le dovute precauzioni.

giovedì 8 ottobre 2015

Stratford e dintorni

Se dico "Stratford" cosa vi viene in mente?.... Lo shopping centre "Westfields"? Il villaggio olimpico?
Ovviamente avete ragione, ma la scorsa settimana abbiamo scoperto "una chicca" per i piccini.
Si tratta del "Discovery centre", un centro per bambini che mira a stimolare la loro creativita' e capacita' immaginativa.
Il centro comprende anche un giardino esterno, in cui i vostri pargoli potranno inventare storie fantastiche, grazie alle tante risorse disponibili, come ad esempio: un taxi di legno, una barca dei pirati e un'astronave.
Discovery centre offre anche delle "story-telling sessions", durante le quali degli attori leggeranno libri per bambini.
Se volete saperne di piu', ecco il loro sito web: http://www.discover.org.uk/thingstodo
Un consiglio: cercate di scegliere una giornata di sole, cosi' da poter usufruire del giardino (lo spazio interno non e' enorme).




lunedì 21 settembre 2015

Ci sono momenti nella vita

Ci sono momenti nella vita in cui le cose che riteniamo importanti, ci occupano la mente e l'anima. 
Se si tratta di pensieri negativi, riescono a logorarci fino al midollo. 
I dubbi diventano sospetti. I sospetti diventano certezze, che col trascorrere del tempo, creano barriere invisibili tra noi e gli altri.
Ci convinciamo di essere forti a sufficienza per continuare la nostra vita come se niente fosse. E magari, nel quotidiano, ci riusciamo pure. 
E' nelle occasioni importanti, quelle in cui vorremmo condividere risate e lacrime, che l'assenza di qualcuno, viene percepita maggiormente. 
Speriamo che quel qualcuno si faccia vivo, giusto per dimostrare di non averci dimenticato. Se non avviene, il risentimento cresce, cosi' come la distanza che abbiamo creato tra noi e loro. 
A volte, proprio quando abbiamo imparato a fregarcene, avviene qualcosa che cambia profondamente i nostri pensieri. Improvvisamente, le barriere crollano. 
I sentimenti riaffiorano, crudi e pungenti. Una tristezza profonda inebria l'anima, come la consapevolezza che "quello che non e' stato", non potra' mai essere recuperato. 
Gli anni di silenzi e incomprensioni non ritorneranno piu'. Non importa quanto lo desideriamo. Vorremmo sfruttare al massimo il tempo rimasto, ma dentro di noi sappiamo che sara' impossibile ricostruire un rapporto, ormai appassito. 
L'unica magra consolazione e' cercare di far sapere all'altra persona che, nonostante tutto, le vogliamo ancora bene. Quello non si interrompe mai. Nemmeno se lo vogliamo.