Barabino 2 ha sentito il bisogno di fare pipi' nel giardino del nostro palazzo. Il mio gatto gli e' entrato in traiettoria (come disse Abatantuono in Mediterraneo) e si e' bagnato completamente. Risultato: barabini divertiti, il gatto un po' meno.
Il mio vicino di casa ha comprato una cuccia per il suo Labrador. Barabino 1 e Barabino 2 hanno giocato "a fare i cani" e si sono sdraiati nella cuccia. Risultato: bagnetto serale di un'ora e mezza e lavaggio degli indumenti a 90 gradi.
Durante quell'ora e mezza nella vasca mi sono allontanata un attimo e i Barabini hanno allagato il bagno. Risultato: al rientro dal lavoro del marito, ho scaricato la mia rabbia su di lui. Per fortuna, capisce e non se la prende.
Meno male che oggi e' venerdi'. Buon weekend!
Sono arrivata a Londra piu' di 10 anni fa e mi ritrovo ora a barcamenarmi tra lavoro, marito, 3 figli e le altre cose della vita. Per evitare che la mia esistenza mi passi davanti troppo in fretta, ho deciso di "ingabbiare" i miei pensieri in un blog. Pensieri (e deliri) che spazziano dal mio ruolo di madre, donna, ma anche di italiana emigrata che, nonostante veda i difetti della madre patria, continua a chiamarla "casa".
venerdì 29 maggio 2015
martedì 26 maggio 2015
Una lettera dall'Africa
Dopo tanti mesi di silenzio, la scorsa settimana ho finalmente ricevuto un'email da una dottoressa volontaria in Africa.
Non citero' il suo nome ne' la nazione in cui risiede, in quanto potrebbe essere l'esperienza di qualsiasi missionario, testimone a suo malgrado delle atrocita' in uno dei tanti paesi coinvolti nella guerra civile.
Ha descritto con fredda lucidita' episodi di violenza inaudita nei confronti di mamme e bambini (a volte non ancora venuti al mondo). Il suo racconto e' talmente macabro da non riuscire a riportarlo in questo blog. E' stato un pugno nello stomaco. Sono esperienze di persone normali, come la mia amica, le quali hanno deciso di dedicare la loro vita agli altri, agli inetti, ai dimenticati, agli ultimi.
Queste atrocita' sono avvenute sotto gli occhi indifferenti dei soldati europei, magari gli stessi per cui si spreca la parola "eroe" al loro ritorno in patria. "Missioni di pace"? Non credo proprio sia la definizione esatta. Missione di connivenza e' forse piu' opportuno. Il non-intervento davanti a tali crimini rende i soldati ancora piu' codardi di coloro che li commettono attivamente.
Persone come la mia amica dottoressa sono i veri eroi, ma in quanto tali, fuggono dagli onori della cronaca.
Mi sono ritrovata spesso a pensare a quell'email. La sera, prima di addormentarmi. Guardo Barabino 3 accanto al mio letto, mentre ascolto i fratelli scambiarsi gli ultimi pensieri della giornata. Improvvisamente mi sento la persona piu' fortunata del mondo, per il semplice fatto di essere in grado di abbracciare, coccolare e nutrire i miei piccoli. Un diritto che e' stato negato a molte mamme in paesi non cosi' lontanti dal nostro.
Non citero' il suo nome ne' la nazione in cui risiede, in quanto potrebbe essere l'esperienza di qualsiasi missionario, testimone a suo malgrado delle atrocita' in uno dei tanti paesi coinvolti nella guerra civile.
Ha descritto con fredda lucidita' episodi di violenza inaudita nei confronti di mamme e bambini (a volte non ancora venuti al mondo). Il suo racconto e' talmente macabro da non riuscire a riportarlo in questo blog. E' stato un pugno nello stomaco. Sono esperienze di persone normali, come la mia amica, le quali hanno deciso di dedicare la loro vita agli altri, agli inetti, ai dimenticati, agli ultimi.
Queste atrocita' sono avvenute sotto gli occhi indifferenti dei soldati europei, magari gli stessi per cui si spreca la parola "eroe" al loro ritorno in patria. "Missioni di pace"? Non credo proprio sia la definizione esatta. Missione di connivenza e' forse piu' opportuno. Il non-intervento davanti a tali crimini rende i soldati ancora piu' codardi di coloro che li commettono attivamente.
Persone come la mia amica dottoressa sono i veri eroi, ma in quanto tali, fuggono dagli onori della cronaca.
Mi sono ritrovata spesso a pensare a quell'email. La sera, prima di addormentarmi. Guardo Barabino 3 accanto al mio letto, mentre ascolto i fratelli scambiarsi gli ultimi pensieri della giornata. Improvvisamente mi sento la persona piu' fortunata del mondo, per il semplice fatto di essere in grado di abbracciare, coccolare e nutrire i miei piccoli. Un diritto che e' stato negato a molte mamme in paesi non cosi' lontanti dal nostro.
lunedì 18 maggio 2015
Ti voglio tanto bene
Questa canzone usci' poco dopo la nascita di Barabino 1. Ogni volta che l'ascolto, non posso fare a meno di emozionarmi. Mi riporta a dei momenti speciali: ricordo come se fosse ieri, una mamma alle prime armi durante una giornata di Primavera. Mentre il sole fa timidamente capolino alla finestra, sorride al suo bimbo, pensando che sia la cosa piu' meravigliosa di questo mondo. La radio italiana trasmette "Ti voglio tanto bene" di Gianna Nannini. Inaspettatamente, le guance della mamma si riempiono di lacrime di gioia e il bambino la osserva incuriosito. L'emozione ha preso il sopravvento. Brava Gianna per aver tradotto i miei pensieri in musica. (del resto, all'epoca era anche lei diventata mamma da poco).
I barabini hanno gusti leggermente diversi dai miei: Barabino 1 rise per la prima volta, ascoltando la canzone "On the floor" di Jennifer Lopez e Barabino 2 fece lo stesso con "One way or another" degli One Direction. Non sono canzoni divertenti di per se', ma quando sono cantate da una mamma stonata come la sottoscritta, diventano ridicole. (Riesco a rovinare perfino "Twinkle twinkle little star)
domenica 10 maggio 2015
W la mamma
Barabino 1: I love you mamma and you are my best friend.
Barabino 2, qual'e' il tuo monumento di Londra preferito? Risposta: la mamma.
NB. Barabini, se durante i vostri anni adolescenziali doveste nutrire rancore nei miei confronti, ricordatevi queste parole.
E se le vostre future mogli vi faranno scegliere tra me e loro, non dimenticate che la mamma e' sempre la mamma...soprattutto quelle italiane.
Buona Festa della mamma!
Barabino 2, qual'e' il tuo monumento di Londra preferito? Risposta: la mamma.
NB. Barabini, se durante i vostri anni adolescenziali doveste nutrire rancore nei miei confronti, ricordatevi queste parole.
E se le vostre future mogli vi faranno scegliere tra me e loro, non dimenticate che la mamma e' sempre la mamma...soprattutto quelle italiane.
Buona Festa della mamma!
giovedì 7 maggio 2015
Partorire in UK (parte seconda)
Ho gia' parlato della mia esperienza di "donna gravida" a Londra.
Cosa succede dopo la nascita del pupo?
Una volta partorito, a meno che non ci siano complicazioni, le donne sono dimesse in poco tempo (molto prima che in Italia). Basti pensare che l'ostetrica mi aveva proposto di lasciare l'ospedale 6 ore dopo aver partorito (avete letto bene, SEI ore. Ho chiesto di rimanere almeno una notte).
In molte strutture, i neonati dormono in un lettino accanto a quello della madre e gli orari di visita sono piu' estesi rispetto all'Italia.
Prima di poter lasciare l'ospedale, un pediatra (nella maggior parte dei casi, un'infermiera con una specializzazione particolare) visitera' il bambino.
Una volta dimessi, un'ostetrica e una puericultrice (health visitor) si recheranno a casa della neo mamma, effettuando i vari controlli di routine (peso, esame del sangue nel tallone, colorito del pupo per rilevare il rischio di ittero e cosi' via).
La puericultrice visitera' bambino e mamma periodicamente (ogni 4/5 settimane per i primi mesi del bebe'). Per ogni problema ci si puo' sempre recare dal dottore di famiglia (GP) o in una delle baby clinic locali.
A questo punto, le mamme italiane si chiederanno: "Quando entra in scena il pediatra?". Tenetevi forte: il pediatra non esiste (a meno che non se ne trovi uno privatamente). Per qualsiasi preoccupazione bisogna far riferimento al proprio medico, il quale decidera' se e quando rivolgersi ad uno specialista.
Ritengo questa sia una delle pecche del sistema sanitario inglese. A mio avviso, un dottore generico non avra' mai la preparazione di uno specialista. Penso sia rassicurante saper di poter contattare il proprio pediatra ogni qual volta se ne senta la necessita'. Non disperate... Quando i miei barabini sono stati poco bene, ho sempre optato per il Pronto soccorso (A&E) di un ospedale. Ovviamente bisogna fare un po' di fila, ma si e' sicuri che i bambini saranno visitati da un pediatra.
Cosa succede dopo la nascita del pupo?
Una volta partorito, a meno che non ci siano complicazioni, le donne sono dimesse in poco tempo (molto prima che in Italia). Basti pensare che l'ostetrica mi aveva proposto di lasciare l'ospedale 6 ore dopo aver partorito (avete letto bene, SEI ore. Ho chiesto di rimanere almeno una notte).
In molte strutture, i neonati dormono in un lettino accanto a quello della madre e gli orari di visita sono piu' estesi rispetto all'Italia.
Prima di poter lasciare l'ospedale, un pediatra (nella maggior parte dei casi, un'infermiera con una specializzazione particolare) visitera' il bambino.
Una volta dimessi, un'ostetrica e una puericultrice (health visitor) si recheranno a casa della neo mamma, effettuando i vari controlli di routine (peso, esame del sangue nel tallone, colorito del pupo per rilevare il rischio di ittero e cosi' via).
La puericultrice visitera' bambino e mamma periodicamente (ogni 4/5 settimane per i primi mesi del bebe'). Per ogni problema ci si puo' sempre recare dal dottore di famiglia (GP) o in una delle baby clinic locali.
A questo punto, le mamme italiane si chiederanno: "Quando entra in scena il pediatra?". Tenetevi forte: il pediatra non esiste (a meno che non se ne trovi uno privatamente). Per qualsiasi preoccupazione bisogna far riferimento al proprio medico, il quale decidera' se e quando rivolgersi ad uno specialista.
Ritengo questa sia una delle pecche del sistema sanitario inglese. A mio avviso, un dottore generico non avra' mai la preparazione di uno specialista. Penso sia rassicurante saper di poter contattare il proprio pediatra ogni qual volta se ne senta la necessita'. Non disperate... Quando i miei barabini sono stati poco bene, ho sempre optato per il Pronto soccorso (A&E) di un ospedale. Ovviamente bisogna fare un po' di fila, ma si e' sicuri che i bambini saranno visitati da un pediatra.
lunedì 27 aprile 2015
Il primo mese di barabino 3
E cosi' mio marito mi ha abbandonato. Una frase cosi' drammatica puo' far pensare ad un divorzio imminente... In realta', e' semplicemente rientrato al lavoro, lasciandomi in balia dei marmocchi. Sono sostanzialmente un "single parent" dalle 7 di mattina alle 7 di sera.
Se avessi scritto questo post un paio di settimane fa, avrei detto che, essendomi preparata al peggio, la gestione dei barabini, della casa e del gatto non era cosi' difficile. Negli ultimi giorni pero', a scombussolare la nostra routine (se mai ne avessi avuta una) hanno fatto capolino la mia influenza ed il virus intestinale di barabino 2. Si rompe un ingranaggio, salta in aria l'intero sistema.
Sono piuttosto contenta di me stessa, perche' ho accettato i miei limiti. Ho dei compiti che devo svolgere regolarmente (quello che chiamo il minimo sindacale): allattare, cucinare per i bambini (io e mio marito viviamo di panini e biscotti), portare barabino 1 a scuola in orario, cercare di dedicare tempo a ciascuno (dolce meta' compresa), fare la lavatrice quotidianamente, non uscire fuori di testa e lavarmi i denti.
Se riesco ad infilare qualcosa extra, tanto meglio. Se non e' possibile, pazienza.
Mi piacerebbe avere le energie per fare giochi creativi con i barabini piu' grandi, ma ogni tanto, li devo piazzare davanti al televisore;
mi piacerebbe andare a fare una passeggiata per i fatti miei, ma non c'e' tempo;
vorrei lavare le tende, ma rimarrano sporche per ancora qualche mese;
vorrei ripristinare la nostra routine della nanna, ma spesso non riesco a leggere la storia per i barabini grandi.
vorrei trovare il tempo per fare un bel massaggio con olio di calendula a barabino 3, ma riesco solo a cambiargli il pannolino.
Chiedo scusa ai barabini se ogni tanto alzo la voce o non sono presente al 100%. Sto veramente facendo del mio meglio, ma non sono una super woman.
Grazie a voi, meravigliose creature, per i sorrisi, gli abbracci, la buffezza con cui sostenete ogni mia giornata. Voi siete la serenita', la gioia di vivere, la riconoscenza per il dono piu' prezioso. Tre cuccioli d'uomo che "keep me going".
Se avessi scritto questo post un paio di settimane fa, avrei detto che, essendomi preparata al peggio, la gestione dei barabini, della casa e del gatto non era cosi' difficile. Negli ultimi giorni pero', a scombussolare la nostra routine (se mai ne avessi avuta una) hanno fatto capolino la mia influenza ed il virus intestinale di barabino 2. Si rompe un ingranaggio, salta in aria l'intero sistema.
Sono piuttosto contenta di me stessa, perche' ho accettato i miei limiti. Ho dei compiti che devo svolgere regolarmente (quello che chiamo il minimo sindacale): allattare, cucinare per i bambini (io e mio marito viviamo di panini e biscotti), portare barabino 1 a scuola in orario, cercare di dedicare tempo a ciascuno (dolce meta' compresa), fare la lavatrice quotidianamente, non uscire fuori di testa e lavarmi i denti.
Se riesco ad infilare qualcosa extra, tanto meglio. Se non e' possibile, pazienza.
Mi piacerebbe avere le energie per fare giochi creativi con i barabini piu' grandi, ma ogni tanto, li devo piazzare davanti al televisore;
mi piacerebbe andare a fare una passeggiata per i fatti miei, ma non c'e' tempo;
vorrei lavare le tende, ma rimarrano sporche per ancora qualche mese;
vorrei ripristinare la nostra routine della nanna, ma spesso non riesco a leggere la storia per i barabini grandi.
vorrei trovare il tempo per fare un bel massaggio con olio di calendula a barabino 3, ma riesco solo a cambiargli il pannolino.
Chiedo scusa ai barabini se ogni tanto alzo la voce o non sono presente al 100%. Sto veramente facendo del mio meglio, ma non sono una super woman.
Grazie a voi, meravigliose creature, per i sorrisi, gli abbracci, la buffezza con cui sostenete ogni mia giornata. Voi siete la serenita', la gioia di vivere, la riconoscenza per il dono piu' prezioso. Tre cuccioli d'uomo che "keep me going".
domenica 29 marzo 2015
Mother's day
Come citato nel precedente post, l'ultimo "Mother's day" e' stato il piu' bello di tutti, grazie all'arrivo inaspettato di barabino 3. Portare a casa il nostro fagottino nel giorno dedicato alle mamme, e' stato veramente emozionante.
La settimana precedente al lieto evento avevo fatto capire a mio marito che volevo un nuovo cellulare. (Non sono una patita di gadget vari e mi rifiuto di avere Internet sul telefono, ma ne volevo ricevere uno, per immortalare i primi momenti di Barabino 3).
Non essendo riusciti ad acquistare il cellulare prima del mio ricovero in ospedale, gli uomini di casa hanno pensato di "costruirne" uno.
Non fara' foto e non potro' nemmeno infilarlo in borsa, ma e' sicuramente il piu' bel telefono che abbia mai ricevuto. Alla faccia di iphone, tablets e cosi' via.
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