A tutti coloro che mi hanno detto la frase: "Caspita 3 bambini piccoli, come fai? E poi sono 3 MASCHI! (come se avere tre femmine fosse piu' facile)...
Pronti per la nanna, tutti nel letto appassionatamente, Barabino 1 mi abbraccia e mi dice: "You are my best friend mamma" e Barabino 2 mi rincuora: "Don't be scared of fireworks, I am here with you" (Non aver paura dei fuochi d'artificio, sono qui con te).
I wouldn't have it any other way. Io, non cambierei nulla... Anche se avessi una bacchetta magica, sceglierei ancora i miei tre maschietti.
Tra qualche anno, quando mi presenteranno le future nuore, mi lascio il diritto di cambiare opinione.
Sono arrivata a Londra piu' di 10 anni fa e mi ritrovo ora a barcamenarmi tra lavoro, marito, 3 figli e le altre cose della vita. Per evitare che la mia esistenza mi passi davanti troppo in fretta, ho deciso di "ingabbiare" i miei pensieri in un blog. Pensieri (e deliri) che spazziano dal mio ruolo di madre, donna, ma anche di italiana emigrata che, nonostante veda i difetti della madre patria, continua a chiamarla "casa".
martedì 17 novembre 2015
lunedì 16 novembre 2015
giovedì 22 ottobre 2015
Lite in ascensore e punti di vista
Per capire il senso della vicenda che sto per raccontare, si rende necessaria una puntualizzazione:
la visione italiana dell'infanzia e' diametralmente opposta a quella inglese.
Uno degli aspetti che piu' mi sta a cuore e' la maniera in cui approcciamo i bambini altrui. In Italia, e' normale e generalmente accettato, che adulti (estranei o meno) possano avere atteggiamenti affettuosi nei confronti dei bambini. Esempio: l'anno scorso in una pizzeria italiana una signora (mai vista prima) si e' messa ad abbracciare Barabino 1 e 2. Ancora ricordo lo sguardo di terrore sui loro volti. Essendo cresciuti all'estero, non erano preparati a tanto affetto da parte di un estraneo.
In Inghilterra, non sarebbe mai successo. La regola generale e' che i bambini altrui non si toccano. Addirittura quando cadono, nessuno li raccoglie. Tutt'al piu', ci si limita ad informare i genitori della caduta (proprio per non infrangere questa regola). Un po' estremo? Forse si', ma io penso che sia piu' corretto nei confronti dei bambini. Vi permettereste mai di prendere in braccio, spupacchiare di baci un adulto che non conoscete? Come vi sentireste se succedesse a voi? State camminando per strada e qualcuno vi abbraccia? Strano, vero? E' la stessa sensazione che hanno i nostri piccoli ogni volta che qualcuno decide di avere qualche contatto fisico non richiesto.
Ed ora posso raccontarvi la storia:
Lo scorso weekend siamo stati al Science museum. Entriamo nell'ascensore (colmo di gente). Barabino 2 (detto anche "Il Braccio piu' veloce del West) inizia a premere qualche pulsante. io non me ne rendo conto, ma vedo, con la coda dell'occhio, una signora che appoggiando la mano sulla sua fronte, lo spinge all'indietro, spiegandogli (a mio avviso, in malo modo) che certe cose non si fanno.
Le faccio notare, diplomaticamente, che i bambini degli altri non si toccano e che non mi era piaciuto il modo in cui aveva parlato a mio figlio.
Tutta piena di se', mi sta per spiegare cosa avrebbe fatto con sua figlia. La interrompo, ribadendo che "non me ne puo' importare di meno. Sono affari suoi. Mio figlio non si tocca. Se stava facendo qualcosa di pericoloso, avrebbe dovuto comunicarmelo e, ovviamente, avrei preso provvedimenti". Mi scaldo, inizio ad alzare la voce. Arriva un membro del personale. Interviene mio marito. La signora mi dice che anche mio figlio "l'ha toccata". "Per spostare la tua mano dalla sua fronte", ribatto io.
Insomma... Vi risparmio i dettagli... Le porte dell'ascensore si sono aperte e la giornata e' stata semi-rovinata. Ma sapete che vi dico? Mi sarei sentita peggio, se non avessi detto nulla.
- Regola numero 1: i bambini degli altri non si toccano, a meno che siano in pericolo o stiano facendo male a qualcuno;
- regola numero 2: non insegniamo il mestiere di genitore a nessuno;
- regola numero 3: mai disciplinare i bambini degli altri. Se si stanno comportando in maniera non corretta, informiamo il genitore. Se non e' un imbecille, prendera' le dovute precauzioni.
giovedì 8 ottobre 2015
Stratford e dintorni
Se dico "Stratford" cosa vi viene in mente?.... Lo shopping centre "Westfields"? Il villaggio olimpico?
Ovviamente avete ragione, ma la scorsa settimana abbiamo scoperto "una chicca" per i piccini.
Si tratta del "Discovery centre", un centro per bambini che mira a stimolare la loro creativita' e capacita' immaginativa.
Il centro comprende anche un giardino esterno, in cui i vostri pargoli potranno inventare storie fantastiche, grazie alle tante risorse disponibili, come ad esempio: un taxi di legno, una barca dei pirati e un'astronave.
Discovery centre offre anche delle "story-telling sessions", durante le quali degli attori leggeranno libri per bambini.
Se volete saperne di piu', ecco il loro sito web: http://www.discover.org.uk/thingstodo
Un consiglio: cercate di scegliere una giornata di sole, cosi' da poter usufruire del giardino (lo spazio interno non e' enorme).
lunedì 21 settembre 2015
Ci sono momenti nella vita
Ci sono momenti nella vita in cui le cose che riteniamo importanti, ci occupano la mente e l'anima.
Se si tratta di pensieri negativi, riescono a logorarci fino al midollo.
I dubbi diventano sospetti. I sospetti diventano certezze, che col trascorrere del tempo, creano barriere invisibili tra noi e gli altri.
Ci convinciamo di essere forti a sufficienza per continuare la nostra vita come se niente fosse. E magari, nel quotidiano, ci riusciamo pure.
E' nelle occasioni importanti, quelle in cui vorremmo condividere risate e lacrime, che l'assenza di qualcuno, viene percepita maggiormente.
Speriamo che quel qualcuno si faccia vivo, giusto per dimostrare di non averci dimenticato. Se non avviene, il risentimento cresce, cosi' come la distanza che abbiamo creato tra noi e loro.
A volte, proprio quando abbiamo imparato a fregarcene, avviene qualcosa che cambia profondamente i nostri pensieri. Improvvisamente, le barriere crollano.
I sentimenti riaffiorano, crudi e pungenti. Una tristezza profonda inebria l'anima, come la consapevolezza che "quello che non e' stato", non potra' mai essere recuperato.
Gli anni di silenzi e incomprensioni non ritorneranno piu'. Non importa quanto lo desideriamo. Vorremmo sfruttare al massimo il tempo rimasto, ma dentro di noi sappiamo che sara' impossibile ricostruire un rapporto, ormai appassito.
L'unica magra consolazione e' cercare di far sapere all'altra persona che, nonostante tutto, le vogliamo ancora bene. Quello non si interrompe mai. Nemmeno se lo vogliamo.
sabato 29 agosto 2015
Vacanze all'italiana o all'inglese?
Siamo tornati ieri notte dalle tanto sospirate e godute vacanze.
L'albergo scelto non era dei migliori. I barabini hanno vissuto di baguette e patatine fritte. Noi abbiamo mangiucchiato poco piu'. Tra pancake scaduti da un mese, anguria che sapeva di detersivo e gente che si ostina a raccogliere il cibo con le proprie mani, invece di usare le pinze....
Arriviamo a notte inoltrata e ci rendiamo conto che l'igiene non e' tra le priorita' delle donne delle pulizie. Il giorno successivo chiediamo alla cameriera di pulire la camera e ci risponde che il suo turno sarebbe finito nel giro di 15 minuti e, di conseguenza, sarebbe ritornata la mattina seguente. Quando la obblighiamo a cambiarci gli asciugamani, brontola qualcosa nella sua lingua e entra ed esce dalla nostra camera piu' velocemente di Pic Indolor (l'iniezione indolore famosa negli anni '80).
Cerchiamo posto il piscina e notiamo che, nonostante siano le otto di mattina, tutte le sdraio sono occupate da asciugamani. Nessun essere umano presente. (successivamente, scopriro' che gli ospiti dell'albergo si svegliano di notte per accaparrarsi i posti). Dopo un paio d'ore, arrivano i primi bambini, con al seguito barche e animali gonfiabili, di dimensioni talmente enormi, che non pensavo esistessero. Un paio di bimbetti rimangono bloccati nello scivolo, nel tentativo (fallito) di scivolare insieme ai gonfiabili.
Vorremmo fare un tuffo, ma non sappiamo come e dove. Barabino 1 decide di inscenare una lotta immaginaria con il gommone piu' grande e Barabino 2 e daddy si appropriano di 20cm d'acqua (sufficienti per potersi tuffare). Io e Barabino 3 stiamo a guardare.
Gli inglesi rappresentano la maggioranza degli ospiti dell'albergo e, potendo usufruire della formula all-inclusive, non vogliono perdere tempo. Attendono in fila che il bar della piscina apra e iniziano a riempirsi le mani di bibite, birre e patatine. Il "premio perseveranza" spetta al signor calvo con tatuaggi (non conosco il nome): non l'ho mai visto senza un bicchiere in mano. Penso che il suo scopo fosse quello di sfruttare al massimo i soldi investiti nella vacanza. Mi chiedo se effettivamente bevesse tutta quella roba o la buttasse nell'aiuola vicina.
Presumo che molti degli ospiti dell'albergo non abbiamo nemmeno visto la spiaggia. Troppo sforzo. Meglio rimanere in piscina e godersi il servizio all-inclusive.
Detto cio', le persone che abbiamo conosciuto erano cordiali e pronte a fare quattro chiacchiere, senza troppi problemi. Non so se sia dovuto al fatto che fossero in vacanza o che abitassero al Nord dell'Inghilterra (la regola vuole che siano piu' amichevoli di quelli del Sud).
Dopo un paio di giorni abbiamo immediatamente abbandonato la prima impressione che ci eravamo fatti. Gente tranquilla, un po' brilla e rilassata. Nessuno sfarzo, nemmeno da parte delle signore. Il loro motto e': andiamo in vacanza per divertirci, non per indossare i nostri vestiti migliori.
Di contro, in spiaggia abbiamo notato dei gruppetti di italiani (riconoscibili anche dall'abbigliamento ricercato). Esempio: La mamma dice al bambino: "Non andare nell'acqua con la maglietta. E' nuova e si rovina". "Non mi hai ascoltato? Sei entrato lo stesso? Allora adesso ti siedi vino a me e ti alzi quanto te lo dico".
Stavo scavando un buco nella sabbia con i Barabini e i bambini della famiglia in questione si uniscono a noi. Niente di male... the more the merrier.
Quando pero' iniziano a rubare le palette e a fare come vogliono, i Barabini non si divertono piu'. (Non era un semplice buco, ma una casa per i cani della prateria con annessa una via di fuga... Un progetto a cui stavamo lavorando da un'ora).
Barabino 1 chiede alla bambina di smettere di annegare il buco con l'acqua. Non lo ascolta. Lo chiedo io e non ascolta nemmeno me. A questo punto lo dico alla mamma, la quale aveva assistito impassibile a tutta la scena, di chiedere a sua figlia di smetterla. (Lo dico ridendo e spiegando che il progetto aveva una certa importanza per i Barabini). Questa mi guarda schifata e finalmente, ordina alla figlia di smetterla.
Ora... Non voglio ringraziamenti... Pero' ho intrattenuto i tuoi 3 figli e non mi avete nemmeno chiesto se fosse ok... Magari la prossima volta, invece di investire su un costumino firmato per il vostro bambino, perche' non comprare un secchiello e una paletta in piu'?
Abbiamo anche conosciuto una giovane coppia italiana. S e C (mi limito alle iniziali, perche' non sono sicura gli faccia piacere). Un grande in bocca al lupo per l'arrivo del primo pupetto. L'ultima chiacchierata ci stava costando cara (ci siamo resi conto che erano le 11.30 e avremmo dovuto lasciare la camera a mezzogiorno). Tranquilli... Siamo riusciti a portare tutto fuori e a fare la valigia ai bordi della piscina.
Un grande Well done! a tutti i Barabini.
Barabino 1 ha trascorso gran parte del tempo al Kids club, partecipando anche ad uno show di Peter Pan (pirata piu' felice non si era mai visto).
Barabino 2 ha trovato la sfida personale nel lanciarsi dal bordo della piscina. Chissa'... se continui cosi', potremmo vederti alle Olimpiadi tra quindici anni.
Barabino 3 e' stato il solito bonaccione/compagnone. Sempre sorridente, sempre easy-going. Per favore, non cambiare mai!
lunedì 17 agosto 2015
Greenwich and bambini
Greenwich e' conosciuto per il famoso Meridiano e l'osservatorio. Non tutti sanno che ci sono delle bellissime attrazioni studiate per i piu' piccini.
Il Planetario, ad esempio, offre degli spettacoli per bambini. Ai barabini e' piaciuto molto ed e' stato un modo diverso per avvicinarli all'Astronomia. Se volete maggiori info, ecco il sito di riferimento: http://www.rmg.co.uk/whats-on/events/space-safari
Al Museo Marittimo (non distante dal Planetario) c'e' un'area dedicata ai piccini, che ospita la riproduzione di una barca dei pirati (con tanto di timoni, dressing-up, tesori, motori da riempire col carbone e bandiere da alzare). L'ingresso e' gratuito e non c'e' limite di tempo. (Noi ci siamo stati per due ore e abbiamo dovuto trascinare via i Barabini).
E se i votri bimbi hanno ancora energia da bruciare, vale la pena di passare al nuovo playground all'interno del parco, che e' solo 10 muniti a piedi dal Museo Marittimo.
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