venerdì 22 luglio 2016

That's amore

Ti rendi conto di amare tuo figlio in maniera spropositata, quando dopo averlo beccato ad usare la manica del tuo accappatoio come carta igienica, pensi che, tutto sommato, ci sono cose piu' schifose nella vita.... E ti scappa pure un sorriso (anche se il figlio in questione ammette che non era la prima volta e tu ti sei asciugata dopo ogni doccia con quell'accappatoio)

sabato 9 luglio 2016

Brexit parte 2

La mia intenzione era di sputare veleno sul Referendum del 23 giugno. Invece di infuriarmi, scrivendo qualcosa, ho deciso di fare un po' di "copy and paste"...

Theresa May, candidata alla carica di primo Ministro, non ha fatto altro che peggiorare lo stato di incertezza degli stranieri parte dell'UE, stabilendo che non puo' garantire il loro diritto di rimanere nel Regno Unito. Parole pesanti... Soprattutto per una donna che si e' schierata contro il Brexit.
Quello che la cara Theresa non ha capito, secondo F Nelson (editore di The Spectator) e' che:

"Britain needs these people; our NHS needs these people. We don’t keep them as a favour to Poland and nor should we ever dream of bargaining their residency in some game of diplomatic hardball.  No British government should ever consider kicking out any of the two million EU nationals who are already with us".

"Racism, when it goes beyond its normal limits, requires authorisation from on high. Political or religious leaders need to give the impression that feelings, which are normally sublimated, are free to flourish. By making the referendum a vote about immigration above all other issues, they created a climate where a victory for leave was a victory for people who wanted immigrants to go.
Politicians have no right to be shocked by the wave of abuse against foreigners or by May’s determination to throw EU citizens lawfully living and working here into confusion. She is cruel and stupid. She is just causing fear among millions of good people, and terrifying businessmen and women, who depend on EU labour to serve their customers, stack their shelves and pick their crops" (Nick Cohen).

domenica 3 luglio 2016

Dedicato a te...

A te che, anche se te ne sei andato, avrai sempre un posto nei miei pensieri...
Il mio pensiero vola verso te
per raggiungere le immagini
scolpite ormai nella coscienza
come indelebili emozioni
che non posso più scordare
e il pensiero andrà a cercare
tutte le volte che ti sentirò distante
tutte le volte che ti vorrei parlare
per dirti ancora
che sei tu la cosa
che per me è importante...

sabato 25 giugno 2016

Brexit

Ho gia' parlato di Brexit altrove e al momento non mi sento di lasciare altri commenti a riguardo (sto ancora digerendo l'idea).

     Ieri ho avuto la sfortuna di ascoltare una signora, vantarsi del fatto di aver votato "OUT". 
Diceva che aveva 3 figli maschi e doveva pensare al loro futuro. 
Le suo parole sono state: "Devo proteggere i loro posti di lavoro, perche' se un polacco arriva e si accontenta di 4 sterline per ora, i miei figli non  accetterebbero e quindi perderebbero il lavoro. L'ho fatto perche' voglio farli crescere in un mondo migliore"

    Cara signora, una cosa te la voglio dire: anche io ho 3 figli maschi come te. Non so come sara' il mondo in cui si troveranno a vivere da adulti. Ma di una cosa sono certa: vorrei per loro un mondo dove ci sia la possibilita' di "costruire ponti", non di bruciarli. Non voglio che i miei figli si sentano cittadini del Regno Unito (o dell'Italia). Voglio che si sentano cittadini (e padroni) del mondo. Con il tuo voto, hai reso questa possibilita' piu' remota.
Un ultimo pensiero, che forse interessera' i tuoi figli piu' di qualsiasi altra cosa: le prossime vacanze a Magaluf potrebbero costarti veramente care. Forse sarebbe meglio che i tuoi pargoli decidessero di bere come degli imbecilli a casa loro.

    Mi ha inoltre stupito una ragazzotta inglese che ha dichiarato in TV: "Oggi e' il giorno piu' bello della mia vita, perche' abbiamo ripreso il nostro paese. Non ho lavoro e lo Stato non mi ha ancora dato una casa. Finalmente, saremo in grado di bloccare gli immigrati e avro' una casa. 

    Domanda: Come mai non ti preoccupi di cercare lavoro, invece di fare la sanguisuga alle spalle dello Stato? So gia' la tua risposta: "Perche' gli immigrati rubano tutti i posti di lavoro".
Lascia che ti dica una cosa: non sono gli immigrati a impedirti di trovare lavoro, ma la tua poca voglia di lavorare.

sabato 4 giugno 2016

Si'.... Viaggiare... Con un ritmo di vita fluente nel cuore

Durante la mia giovinezza ho avuto la fortuna di viaggiare l’Europa in lungo e in largo e mi sono anche concessa mete piu’ lontane, come gli Stati Uniti e i Caraibi.
Ai tempi, Facebook era agli albori, ma se questi viaggi fossero avvenuti negli ultimi anni, sarebbero rientrati nella categoria “vacanze da selfie”, ovvero quelle esperienze che si decidono di fare, non tanto per arricchire il nostro bagaglio personale, ma per ostentarle sui social media, cosi’ da rendere la nostra vita interessante agli occhi altrui.
Vacanze trascorse all’interno di un villaggio turistico, tra tuffi in piscina e lezioni di salsa. Voli lunghissimi e relativo fuso orario da smaltire, semplicemente per “parcheggiarsi” sopra una sdraio in spiaggia, aspettando la serata d’intrattenimento, offerta dagli animatori di turno.
Non c’e’ nulla di sbagliato in tutto cio’. L’ho fatto in passato e mi sono divertita. Trovo pero’ difficile pensare che le destinazioni turistiche possano essere interscambiabili.
In eta’ matura, sono giunta alla conclusione che, se decido di visitare un luogo, voglio che sia unico e speciale. Desidero assorbirne la cultura, i colori, la gente e i sapori. Faccio in modo che le sfumature di quel paese, mi accompagnino a casa, diventando parte di me.

In realta’, sono in viaggio da parecchio tempo. La mia vita e’ diventata un viaggio. Da quando, quindici anni fa, decisi di trasferirmi in un paese straniero.
Vi e’ mai capitato di recarvi in una nuova citta’ e sentirvi a vostro agio, avendo la sensazione di averci vissuto da sempre? I luoghi visitati sono familiari immediatamente. Abbandonando la mentalita’ del turista, vi lasciate inghiottire dalla nuova realta’, diventandone parte.
Cosi’ per me e’ stato, quando mi sono recata a Londra per la prima volta.  Io, ragazzina cresciuta in un paesino tanto statico quanto nebbioso, mi sono lasciata stregare dal fascino della citta’ piu’ cosmopolita al mondo.
Sono partita con una valigia in mano e un piccolo gruzzoletto. Ho sofferto, ma ho stretto i denti e sono andata avanti. Londra mi ha dato tanto: le mie meravigliose creature sono nate qui e all’eta’ di quattro anni, hanno sperimentato piu’ di quello che una persona di media eta’ possa fare in provincia.
Questa citta’ mi sfida quotidianamente a confrontarmi con persone totalmente diverse da me. Mi obbliga ad interrogarmi e mettere in discussione i miei valori e pensieri. Sono cresciuta, prendendo le distanze da stereotipi, che a lungo andare, avrebbero potuto fossilizzare la mia mente.
Allo stesso tempo, Londra mi ha tolto. Mi ha negato la possibilita’ di coltivare le amicizie lasciate in Italia, poiche’, nonostante sia rimasto l’affetto, la complicita’ si costruisce giorno per giorno.
Anche dopo molti anni, mi sento una specie di “outsider”:  rimarro’ sempre straniera in una terra che comunque ritengo mia. Ho spesso l’impressione di dover dimostrare agli inglesi di meritarmi di vivere nella loro nazione. Da quando mi sono traferita, ho constamentemente cercato di lavorare sodo, senza chiedere molto in cambio al paese che mi sta ospitando.
Vivo nella dinamicita’ della metropoli e cio’ significa che non ci sono grandi certezze. Quello che puo’ essere vero un giorno, diventa menzogna il successivo. Stringiamo amicizie e ci affezioniamo alle persone, ma dobbiamo essere abbastanza altruisti da accettare che Londra, per alcuni, e’ solo una tappa. Saranno meteore, che ci accompagneranno per parte del viaggio, fino a quando la loro storia personale li condurra’ altrove.
Il secondo viaggio che e’ riuscito a cambiare la mia vita e’ stato in Africa. Un paese dalle mille contraddizioni, che mi e’ entrato nelle viscere e ha ribaltato la mia visione del mondo. I volontari, laici e non, che ho avuto la fortuna di conoscere, sono diventati per me modello di vita e fonte d’ispirazione. Con il loro esempio, mi ricordano ogni giorno che la vita pulsa nei posti piu’ disperati della terra. Mi hanno ridato fiducia in un mondo, che pensavo fosse dominato dall’egoismo. Quotidiani gesti d’amore che, pur non balzando agli onori della cronaca, rendono questa terra migliore. Vite consacrate al servizio dei poveri, dei dimenticati, grazie ad una forza sovraumana proviene da un Essere Superiore.
La purezza negli occhi dei bambini africani, talmente fragili, ma forti al tempo stesso. Non dimentichero’ mai la loro volonta’ d’imparare, la gratitudine per le nozioni insegnate e per i piccoli gesti d’affetto. Mi portero’ sempre nel cuore la loro innata capacita’ di rallegrarsi per qualsiasi cosa. Ho detto ad una ragazzina che sarei ritornata, ma mi sento in colpa per non poter rispettare la promessa. Altri eventi nella mia vita hanno preso il sopravvento e mi trovo spesso a chiedermi dove sia ora.

Il terzo viaggio. Il piu’ significativo ed emozionante: il tragitto dall’ospedale a casa, dopo la nascita dei miei bambini.
Il mondo inizia e finisce in quel groviglio di copertine. Le mie speranze, il mio futuro e la mia vita. Tutto ha un senso e capisco il mio esistere su questa terra. Non importa chi ero e che cosa ho fatto. Sono rinata con l’arrivo dei miei figli. La mia vita comincia adesso. Ora che mi trovo tra le braccia il miracolo piu’ prezioso dell’universo. Questo e’ il mio viaggio preferito: l’avventura di essere mamma di tre bambini.
Attraverso i loro occhi, rivivo esperienze, luoghi e persone, come se non li avessi conosciuti prima. La realta’ circostante e’ colma di possibilita’, che devono solo essere agguantate.
Nei giochi e nelle parole dei miei figli, mi catapulto in un mondo puro, fatto di meraviglia e sete di conoscenza.
Non esistono preoccupazioni e malvagita’, ma solo incanto di fronte alle mille sfumature che compongono la nostra comprensione del Creato.
La loro innocenza elimina preconcetti e pregiudizi, offrendomi l’opportunita’ di aprirmi al mondo, con cuore sereno.
Capisco, allora, che l’aspetto piu’ importante del viaggio non e’ la destinazione, ma la predisposizione interiore con cui accettiamo di essere travolti dagli stimoli circostanti. Piu’ siamo in grado di metterci in gioco, immolandoci al cambiamento e piu’ il viaggio sara’ fruttuoso.

Ho posato la valigia nell’armadio, ma non significa che abbia raggiunto la mia meta; quando il mio finira’, iniziera’ il viaggio dei miei figli e a me rimarra’ il compito di accompagnarli, rendendo la loro avventura unica e  meravigliosa.

mercoledì 25 maggio 2016

La lumaca

Barabino 2 e barabino 3 sono in camera a giocare. Mi assento un attimo.
Barabino 3 inizia a piangere. E' a terra disperato con accanto il fratello.
Cos'e' successo?, chiedo.
Barabino 1: I squashed him because I thought he was a snail (l'ho schiacciato, perche' pensavo fosse una lumaca).
Beh, se pensavi fosse una lumaca... that's fine then...

venerdì 20 maggio 2016

Chicche dei barabini della settimana...

Abbraccio della buona notte per Barabino 1...
Lo stringo forte. Lui: Enough. non sono un teddy (dovrei ridere o piangere?).

Barabino 2: Mi metti le scarpe?
Io: Forza che riesci a metterle da solo.
Barabino 2: (Voce drammatica) Me ne metti una e io metto l'altra.
Io: Ok.
Barabino 2: I think you are turning into a cameriera (anche qui... Devo ridere o piangere?)

Io: Dov'e' Barabino 1?
Barabino 3: Te-ta (toccandosi la testa)
Io: Dov'e' Barabino 2?
Barabino 3: Te-ta (toccandosi la testa)
Io: Dov'e' la tua pancia?
Barabino 3: Te-ta.

Praticamente ad ogni domanda che inizia con "dov'e'", la risposta e' "te-ta".
Caro Barabino 3, ti abbiamo applaudito la prima volta che ci hai detto dove fosse la testa; non si puo' mica vivere sugli allori... E' ora di imparare nuove parti del corpo... Basta vivere di rendita!

mercoledì 4 maggio 2016

Clinica italiana a Londra

Visto che, soprattutto per coloro che stanno per trasferirsi in Inghilterra, una delle preoccupazioni maggiori riguarda il servizio sanitario, volevo segnalarvi una clinica italiana a Londra.
Si trova vicino alla stazione di Elephant & Castle e offre diversi servizi:

ginecologa
pediatra
ototinolaringoiatra
medico generico
dermatologo
nutrizionista
logopedista
fisioterapista
psicologa

Ecco il sitoweb: http://www.dottorelondon.com

mercoledì 27 aprile 2016

Nuovo asilo in Barnet

In passato ho avuto la possibilita' di collaborare con una persona che ho sempre ammirato per la sua vasta conoscenza in materia di educazione. Ora che questa persona ha deciso di aprire un asilo tutto suo, non posso far altro che augurarle buona fortuna, rammaricandomi del fatto che sia troppo lontano per iscrivere i miei bambini.
Se abitate a Barnet, vale la pena andare all'Open day di Alphablocks nursery, che si terra' sabato 21 maggio dalle 10 alle 3.
Il sito e': https://alpha-blocks.com/

Una precisazione: non ho ricevuto nessun compenso per questo post. L'ho scritto, semplicemente pensando che non conosco persona piu' preparata per gestire una nursery della proprietaria.

lunedì 25 aprile 2016

25 aprile

Qui e' un giorno come un altro (premessa scontata, ma d'obbligo, visto che ogni anno qualcuno mi chiede se sia festa anche in Inghilterra). Gli inglesi non hanno pensato di inserire nel loro calendario la festa della liberazione italiana... Maleducati!
Sarebbe interessante vedere la mitica Elisabeth con la mano sul cuore, mentre canticchia l'inno di Mameli.
Scherzi a parte, devo ammettere che, durante la mia lunga permanenza in questo paese, l'occasione in cui mi sono sentita piu' patriotica e' stata la finale dei Mondiali del 2006.
E' un dato di fatto: noi italiani tendiamo a snobbarci a vicenda all'estero. Lo ammetto e faccio mea culpa. Sento qualcuno parlare la mia lingua madre? Me ne sto alla larga e taccio. Se abitate in un paese straniero, lo avrete notato.
Sono bastati un paio di rigori contro la Francia per farci sentire piu' uniti. Ricordo ancora la marea di connazionali: abbracci a sconosciuti a cui gia' volevamo bene, per il semplice fatto che indossassero una maglietta tricolore; sguardi d'intesa, con la consapevolezza che la "sofferenza inflitta dall'Impero", fosse arrivata al termine (manco ci avessero portato con la forza oltre la Manica).

Italia... Patria di poeti, santi, navigatori e calciatori!

E vai con Gianna e Edo...
PS. Se vi ricordate questa canzone, avete il diritto di sentirvi vecchi...

Forse non sarà una canzone
a cambiare le regole del gioco
ma voglio viverla cosi quest'avventura
senza frontiere e con il cuore in gola

E il mondo in una giostra di colori
e il vento accarezza le bandiere
arriva un brivido e ti trascina via
e sciogli in un abbraccio la follia

notti magiche
inseguendo un goal
sotto il cielo
di un'estate italiana
e negli occhi tuoi
voglia di vincere
un'estate
un'avventura in più

Quel sogno che comincia da bambino
e che ti porta sempre più lontano
non è una favola - e dagli spogliatoi
escono i ragazza e siamo noi

notti magiche
inseguendo un goal
sotto il cielo
di un'estate italiana

e negli occhi tuoi
voglia di vincere
un'estate
un'avventura in più

notti magiche
inseguendo un goal
sotto il cielo
di un'estate italiana

e negli occhi tuoi
voglia di vincere
un'estate
un'avventura in più
un'avventura

un'avventura in più
un'avventura goal !

lunedì 18 aprile 2016

Quando invecchiero'...

Quando invecchiero' sara' bello pensare che i miei figli si prenderanno cura di me....

Io: Quando saro' vecchia e non riusciro' piu' a camminare, a cucinare, a fare la spesa, vi prenderete cura di me?

Barabino 1: Non e' un problema, puoi comprare uno di quei "mobility thingy" (mobility scooter, credo) and you will be fine.

Posso dormire sonni tranquilli pensando al mio futuro...

venerdì 15 aprile 2016

Riflessioni....

Stralci di un racconto scritto mesi fa. Non ho vinto il concorso a cui ho partecipato, ma e' stato sicuramente terapeutico "buttar fuori" qualche pensiero. 

Che sapore ha il dolore? Non mi riferisco al dolore fisico, ma a quello dell’anima. Ho letto da qualche parte che si puo’ morire di crepacuore. Il cervello manda segnali negativi al cuore che, lentamente, deteriora, fino a non essere in grado di svolgere nessuna funziona vitale. Chi ha provato il vuoto lasciato dalla perdita di una persona cara, puo’ facilmente comprenderlo.

A volte il dolore e’ talmente forte che si riesce a percepire come entita’ a se stante.  Si materializza come un cappio intorno al collo che, diventando sempre piu’ stretto, ci impedisce di ragionare. Sembra attorcigliare i nostri organi interni in una morsa d’acciaio, annebbiando la vista e il nostro cervello.

E’ un pugno sferrato all’altezza dello stomaco, diretto ed inaspettato, talmente potente da causare nausea e conati di vomito. Non possiamo far altro che accasciarci a terra, aspettando un altro colpo, perche’, anche se non conosciamo come e quando, sappiamo che la mano invisibile che l’ha sferrato, non mostrera’ alcuna pieta’: continuera’ a colpirci, fino a quando ci avra’ annientato.

E’ un muro di gomma in una stanza piena d’acqua, sul quale cerchiamo inutilmente di aggrapparci, sapendo che in pochi secondi non riusciremo piu’ a respirare.

E’ un rapace incattivito, che spunta dal nulla e si diverte sadicamente a disegnare solchi di lacrime e sangue sul nostro viso.


E’ una corsa nel buio pesto. Pur non avendo una meta predefinita, corriamo a perdifiato, poiche’ fermarci ci fa troppa paura. Continuamo a cadere. Barcolliamo, siamo feriti. Percepiamo una presenza sinistra alle nostre spalle. Sentiamo il calore del suo fiato sul collo. Nonostante sappiamo che non potremmo mai avere la meglio,  l’idea di voltarci e affrontarla, ci terrorizza.

Il dolore che sto provando puo’ tramutarsi in diversi stati d’animo: SOLITUDINE, RIMPIANTI, RABBIA, SENSI DI COLPA, NOSTALGIA, ANGOSCIA. Sentimenti che a volte diventano cosi’ insistenti, da riuscire a far affluire tutto il sangue e le energie rimaste verso il cervello. La mia testa, colma di emozioni contrastanti, e’ sul punto di impazzire, mentre il resto del corpo rimane inerme: insignificante e incapace di provare qualsiasi sensazione, quasi volesse bilanciare il delirio che sta avvenendo nella mia mente.

Siamo esseri mortali, con deliri di onnipotenza. Crediamo che per ogni problema, ci sia una soluzione. Davanti a qualsiasi ostacolo o imprevisto, cerco di attivarmi, per permettere a me stessa di avere un certo margine di scelta. Mi da’ sicurezza. Mi sento padrona del mio destino.
La morte e’ tutt’altra cosa. Non c’e’ scelta. Non c’e’ possibilita’ di dirigerla o modificarla in nessuna maniera. E’ un mostro imbizzarrito che sfugge alla mia comprensione e  controllo. Vorrei agguantarlo per il collo e rimandarlo a calci da dove e’ venuto, ma e’ come una voraggine, che non fa altro che lasciare distruzione.

Ci sono persone che non devono parlare molto, per indirizzarci nella direzione giusta. Sanno essere presenti, senza mai cercare di prendere le redini della vita altrui. Su questo principio voglio improntare il rapporto con i miei figli: esserci come guida, laddove sia richiesta, ma mai imposta.
Insegnero’ loro che non bisogna prendersi troppo sul serio e che non c’e’ nulla di male nell’ intraprendere un viaggio diverso da quello degli altri. La felicita’ non e’ comformarsi alla massa che ci sta intorno. A volte, il suo raggiungimento comporta dei sacrifici, di cui potremmo pentirci in futuro, ma amare incondizionatamente, vuole dire anche questo.
Solo cosi’, tramandando gli insegnamenti che ho ricevuto ai miei bambini, vedro’ il suo riflesso nei loro occhi curiosi.

L’impatto che abbiamo sulla vita delle persone che amiamo, sopravvivera’ alla malattia, alla lontananza e alle incomprensioni. Ci sono persone che, pur non essendo fisicamente presenti, lasciano un’impronta duratura nella nostra nostra anima, nel bene e nel male.
Io mi auguro che i miei figli in eta’ adulta, siano orgogliosi degli uomini che saranno diventati e che percepiscano parte di me in loro, perche’ solo cosi’ sapro’ che la mia vita ha avuto un senso. 
  

martedì 5 aprile 2016

Adventure farm vicino a Londra

Mi scuso per il lungo silenzio imposto da cause di forza maggiore (assenza di Internet nella casa nuova. Thank you Virgin for that)

Volevo segnalare questa fattoria/parco divertimenti nelle vicinanze di Guildford (50 minuti da Londra).

Si chiama Bocketts farm ed e' uno dei parchi per bambini migliori in cui mi sia recata negli ultimi anni.

Oltre alla fattoria (in questo periodo potrete tenere in braccio agnellini nati da pochi giorni), i bambini potranno bruciare energia in un adventure playgroud all'aperto, un soft-play interno, oppure potranno partecipare ad una gara con i go-kart o cavalcare un pony.






I barabini si sono divertiti un mondo durante la corsa dei maialini (anche se erano un po' delusi, perche' il loro preferito (Kevin Bacon) e' stato sconfitto da Peppa Pig.

Se ne volete sapere di piu' ecco il sito a cui fare riferimento:
www.bockettsfarm.co.uk

lunedì 22 febbraio 2016

Radiators and drains

Ieri l'ultimo pensiero prima della buona notte e' stato: Surround yourself with radiators, not drains.
Ho spiegato ai barabini quanto sia importante avere vicino persone-calorifero, che ci fanno sentire bene, che ci riscaldano il cuore, invece di individui capaci solo di "succhiare" le nostre energie, senza donare nulla in cambio.
Domanda per Barabino 2: Chi e' il tuo "calorifero"? Risposta: "La mamma" (Ora il mio cuore si sarebbe potuto sciogliere all'istante, se non mi fossi ricordata che negli ultimi tempi qualsiasi domanda ha per risposta "la mamma". Se gli avessi chiesto: "Chi ti succhia l'energia vitale?", avrebbe puntato ancora il dito su di me).
Barabino 1:... "But are radiators and drains real people? (Sono persone reali?)". Chissa' cosa sta passando nella sua testolina... Immagini di uomini e donne a forma di caloriferi, che si aggirano per strada, in cerca di altri esseri umani da riscaldare.... 
Credo proprio che il mio messaggio si sia trasformato in un incubo...

venerdì 12 febbraio 2016

Bulletti a scuola

Una standing ovation per l'ometto piu' coraggioso di Londra.
Un compagno di classe di barabino 1 si e' comportato molto male nei suoi confronti. Praticamente, lo voleva tutto per se', impedendogli di fare nuove amicizie, ma allo stesso tempo, voleva comandarlo a suo piacimento. Quando mio figlio si opponeva, partivano spintoni.
Una volta che il bulletto e' stato scoperto, ha avuto la sfacciataggine di dire a barabino 1: "Se non dici a tua mamma che sono stato gentile, ti do un pugno".
Fortunatamente, mio figlio e' un super eroe e me lo ha comunicato comunque.
L'altra mamma sembrava davvero dispiaciuta e credo stia facendo tutto quello che puo' per cambiare la situazione.
Ovviamente lo apprezzo (anche se apprezzerei di piu' la possibilita' di mollare due scapaccioni al figlio... Perche' quando "ce vo', ce vo')
Detto cio', mi chiedo se il tempo da lei impiegato a comunicarmi quanto suo figlio fosse bravo a leggere, a fare i compiti, a contare e cavolate del genere, poteva essere utilizzato in maniera diversa (addirittura il fatto che uscisse per primo alla fine della giornata, sembrava dimostrare che le maestre avessero un debole per lui).
Invece di fare quotidiani esercizi di calligrafia (oltre ai compiti assegnati alle maestre) non sarebbe stato piu' fruttuoso insegnargli che la mamma lo ama comunque, anche se non e' "the best" in tutto?
Invece di chiedermi quante parole barabino 1 dovesse dire alla recita di Natale (stabilendo che suo figlio avesse ben 6 frasi da memorizzare), non sarebbe stato meglio evitare di creare questa competizione tra bambini? Almeno non avremmo assistito alla triste scena in cui suo figlio ha strappato il microfono dalle mani di quel povero bambino, che si e' trovato a dover dire la frase con lui.

mercoledì 10 febbraio 2016

Le "chicche" di Barabino 2

6.30am
Barabino 1: Mamma! C'e' qualcosa nel mio letto (e inizia a ispezionare il cuscino e la coperta).
Mamma: "Era forse un ragnetto?".
Si blocca e si siede; portandosi il dito indice alla fronte, afferma: "Mi e' entrato qualcosa nel naso, che e' salito su su. Sembrava acqua, ma non era acqua. Ho messo dentro il dito e poi ho capito che.... It was a "caccoletta". 
Valeva la pena di alzarsi presto, solo per il gusto di sentire la storia dal vivo.

Ore 10.30am
Siamo al bar con un'altra mamma e rispettivo pargolo.
Il rispettivo pargolo afferra il mio cappello e corre via.
Barabino 2 parte alla riscossa e cerca di strapparglielo dalle mani. L'altro bimbo non molla. 
Barabino 2 diventa una belva. Riconosco la sua faccia infuriata. Oh no... Apre la bocca per sferrare l'attacco finale. Prende la mira e, incurante della mia richiesta di fermarsi, si prepara a mordere l'altro pargolo. Fortunatamente la rispettiva mamma interviene e allontana suo figlio (giusto in tempo).
Chiedo a Barabino 2 perche' si fosse arrabbiato cosi' tanto e mi risponde: "Because he took your hat".
Mi inginocchio e gli sussurro nell'orecchio: "Grazie, mio cavaliere, per avermi difeso". Poi mi giro verso la rispettiva mamma e cerco di fare una faccia incavolata (poco credibile, in realta')

domenica 24 gennaio 2016

Feste di compleanno in UK... Istruzioni per l'uso

Grazie all'aiuto di alcuni amici, un po' di spirito d'inziativa ed olio di gomito, io e il maritino siamo riusciti ad organizzare la festa di compleanno di Barabino 1, intrattenendo 32 piccoli ospiti.
Con l'ingresso nel sistema scolastico ufficiale (quindi dalla Reception in questo paese), la vita sociale dei bambini si intensifica drammaticamente e, di conseguenza, quella dei genitori diventa inesistente.
La maggior parte dei loro impegni e' dettata dalle feste di compleanno degli amichetti che, ovviamente, hanno luogo durante il weekend (di solito nel primo pomeriggio, cosi' da impedire la pianificazione di qualsiasi altra attivita' per il resto della giornata).
Partecipare ad una festa, come organizzarla, non e' un gioco da ragazzi (ricordo una mamma che mi disse di "aver bisogno di un massaggio rilassante", per eliminare lo stress causato dalla festicciola del suo pupetto)
Personalmente, e' stato divertente e la felicita' negli occhi di Barabino 1 durante i festeggiamenti, non ha prezzo... Pero', ci sono dei fattori che potrebbero cogliere impreparati i genitori "principianti".

Innanzitutto, si tratta di decidere quale tipo di festa vogliamo organizzare. Abbiamo 3 scelte:

- in casa (ma considerando la grandezza delle case londinesi, credo sia un'ipotesi fattibile per poche persone);
- affittando un locale (hall) e organizzando da soli tutto il resto: cibo e bevande, intrattenimento...:
- affidarsi a compagnie o centri che si prenderanno cura di tutto il lato organizzativo. A voi resta solo il compito di pagare e distribuire gli inviti. Solitamente, i genitori possono scegliere tra diversi "pacchetti" e il prezzo e' a bambino. (La cifra puo' sembrare cara, ma comprende la maggior parte dei costi).

Noi abbiamo optato per la seconda ipotesi. Una ricerca online ci ha permesso di individuare una sala abbastanza capiente e entro il nostro budget.
Di solito i locali sono affittati in base a una tariffa oraria, ma e' necessario tenere in considerazione che oltre alla durata della festa vera e propria, bisogna aggiungere il tempo per preparare la stanza e per pulirla alla fine.

Una volta scelto il luogo, si deve scegliere quanti e quali bambini invitare. Visto che Barabino 1 ha conosciuto i suoi compagni di classe qualche mese fa, non sapevo bene come comportarmi (invitare solo alcuni bambini o invitarli tutti?)
Un paio di mamme, le quali mi sembrava parlassero da esperte, mi hanno assicurato che pur invitando tutta la classe, si sarebbero presentati solo una decina di bambini.
Ancora un po' confusa, ho chiesto a Barabino 1 di scegliere e, scorrendo il suo ditino sulla lista dei suoi compagni di classe, mi ha informato della sua volonta' di invitare tutti, tranne 3. A questo punto, ho pensato: "Tagliamo la testa al toro e invitiamo l'intera classe... Tanto ne vengono solo 10". Errore: ci saranno praticamente tutti!

Il prossimo passo e' quello di distribuire gli inviti, contenenti una RSVP (una data entro la quale gli invitati devono confermare la loro presenza).
Una precisazione: ci saranno sempre i soliti ritardatari che, un paio di giorni prima dell'evento, vi manderanno un SMS, dicendo che i loro pupi non vedono l'ora di venire alla festa. (Io ne ho avuti 5 e non me la sono sentita di dire no... A voi la scelta, se vi dovesse capitare)
Scandaloso l'approccio di un papa' in particolare: consegno l'invito, silenzio per 2 settimane. La RSVP date si avvicina e mi manda un SMS, chiedendomi i dettagli della festa. Rispondo. Silenzio per un paio di giorni. Lo vedo ai cancelli della scuola e mi comunica che la sua famiglia non sara' a Londra per quel weekend. Il giorno prima della festa, mi dice che hanno dovuto cancellare il viaggio e di conseguenza il bambino vorrebbe partecipare alla festa. Riluttante e un po' scocciata, prima rispondo che non abbiamo posto e poi ci ripenso. Dico: "E' difficile fare spazio ad un altro bambino, ma la decisione e' tua. Se vuoi venire, fammelo sapere entro questa sera". (Domanda: a voi, non sembra un invito per stare a casa?). Incapace di leggere le mie espressioni facciali, decide di venire alla festa. Un paio d'ore piu' tardi, ricevo l'ennesimo SMS: "Sei stata molto gentile, ma mia moglie ha gia' fatto altri piani per questo weekend, quindi non ci saremo". Una cosa e' certa: l'anno prossimo non ci sarai sicuramente, perche' non ti invito.

Intrattenimento: potrei scrivere un blog solo su questo argomento... La scelta e' veramente ampia: clown, maghi, ballerini, personaggi in costume... Alla fine, mi sembra che facciano tutte le stesse cose... Noi abbiamo deciso di fare un po' di "fai da te". Il marito e un'amica si sono occupati del face-painting (tanto, i bambini si accontentano, non serve un artista). Io e un'altra amica abbiamo organizzato l'intrettenimento (con tanto di super eroi e mostri) e, giusto per andare sul sicuro, abbiamo affittato un bouncy castle (ottimo investimento, in quanto e' piu' economico dell'intrattenitore e i bambini si sono divertiti tantissimo)

Torta: ci sono due filosofie di pensiero, quella all'italiana (si taglia la torta, si serve nei piattini e i bambini si siedono al tavolo per mangiarla) o quella all'inglese (si taglia la torta e la si mette in una bustina, per mangiarla a casa)

Party bags: mamme italiane, non dimenticate le party bags... In Italia non esistono, qui vi consiglio vivamente di metterle nella "Lista delle cose da fare". Si tratta di piccole bustine di plastica, contenenti giochi di poco valore e dolciumi (e fette di torta, se volte farla "all'inglese"), da distribuire agli invitati, prima che lascino la festa.
Sembra un particolare insignificante, ma un'amica mi ha raccontato di averlo dimenticato e di essersene pentita amaramente: alla fine della festa, si e' trovata nella spiacevole situazione di dover gestire 15 bambini in preda alla disperazione.
Alcuni genitori mandano delle lettere di ringraziamento agli invitati per aver partecipato alla festa. Penso rientri nelle "good manners" inglesi... Noi italiani ne facciamo anche a meno.

Un'ultima considerazione: noi abbiamo deciso di non offrire bevande alcoliche (per i genitori, ovviamente) e credo sia stata la scelta giusta: quando il tasso alcolico aumenta, la capacita' di gestire i propri pargoli diminuisce (a meno che vi sentiate di badare al vostro bambino e a quelli dei genitori brilli).






martedì 19 gennaio 2016

Barabini e coppie di fatto

Ieri ho detto a Barabino 1 che i nostri vicini (una coppia gay) avrebbero lasciato la loro casa, perche' erano alla ricerca di un'altra.

Barabino 1: Perche' vogliono un'altra casa?
Io: Perche' questa e' troppo piccola e hanno bisogno di piu' spazio.
Barabino 1 (tutto emozionato): Stanno per avere un bambino?
Io: No, in realta' hanno solo tante cose e non sanno dove metterle.
Barabino 1 (delusione sul suo volto): Ohh...

lunedì 18 gennaio 2016

Discovery centre Stratford

Ho gia' parlato del Discovery Centre di Stratford nel post "Stratford e dintorni". Volevo aggiungere che in questo periodo c'e' una mostra molto carina sul libro "We're going on a bear hunt".
La storia diventa realta' e i bambini hanno la possibilita' di immedesimarsi totalmente nei personaggi del libro, andando alla ricerca dell'orso in una vera e propria foresta, con tanto di fiume, fango e fuoco.
Consiglio anche la sessione dedicata alle poesie di Michael Rosen. I barabini sono diventati poeti per un giorno, componendo la "Poesia che non ha senso", in cui "il cielo e' in basso e l'erba e' in alto" (Barabino1) e i piedi puzzano di gelato al cioccolato (Barabino 2)

lunedì 4 gennaio 2016

Un segno...

Ieri ho invocato, quasi supplicato di ricevere un segno, un qualcosa che mi facesse capire che stai bene.
E questa mattina ho sorriso, tenendo fra le mani un CD. Un CD di musica Jazz che mi avevi regalato anni fa e mi ero dimenticata di avere. Oh, when the sun refuses to shine, I still want to be in that number.