venerdì 5 giugno 2015

Filosofia e bambini

Ieri barabino 1 ha partecipato ad una lezione di filosofia per bambini (gli altri barabini hanno assistito).
E' uno dei vantaggi di vivere "nell'ombelico del mondo": un mare infinito di possibilita' su cui costruire conoscenze, che accompagneranno i nostri pargoli fino all'eta' adulta.
Sono esperienze che daranno forma ai loro destini. Con cio' intendo dire che, avendo sperimentato una varieta' di momenti educativi, potranno scegliere in maniera consapevole cosa li attiri maggiormente (optando, magari, per carriere dettate dal cuore e non dalla moda del momento).
La lezione di Filosofia e' stata molto interessante e l'insegnante e' riuscito a stimolare le menti dei bambini presenti, affinche' riuscissero a decidere cosa fosse giusto o no (tre pezzi di cibo di dimensioni diverse, da dividere tra due orsi e un pinguino affamato.) Ogni bambino ha espresso la propria idea. Barabino 1, ad esempio, ha detto che sarebbe stato giusto dare il pezzo grande al pinguino affamato. Diventera' il Socrate del nostro secolo? A lui la scelta!

Chi volesse maggiori info, puo' visitare il sito della charity che ha organizzato gratuitamente questo corso : http://www.philosophy-foundation.org/


giovedì 4 giugno 2015

La mia amica

Questo post e' per una persona speciale, ma che forse non sa di esserlo.
Siamo cresciute insieme e ho numerosi ricordi sparsi qua e la' nell'intricato labirinto che e' la mia mente.
Abbiamo scelto strade diverse. Lei vive ancora nel paesello nativo e io qui a Londra. Ci vediamo raramente, ma quando cio' accade, ci sentiamo talmente a nostro agio, che dimentichiamo di vivere in paesi diversi.
Si dice che i social media abbiano accorciato le distanze. Probabilmente molte relazioni si sarebbero dissolte nel vento, se non ci fossero stati Facebook e compagnia bella. Noi non ne abbiamo bisogno. Io non ho Facebook e lei ha da poco attivato il suo primo indirizzo email. Cio' nonostante, sappiamo esattamente quello che succede nella vita dell'altra. Potrei citare tutte le malattie che i suoi figli hanno avuto, come festeggia il suo compleanno, cosa l'ha fatta arrabbiare, gli esami medici a cui si e' sottoposta e lei potrebbe fare lo stesso con me. E' l'unica amica a cui posso telefonare semplicemente per il gusto di fare due parole. Niente da dire in particolare... Solo il bisogno di sputare qualsiasi pensiero che mi passa per la testa e sentirsi meno sola in questa grande citta'.
E' l'amica sempre presente (nonostante ci separi la Manica). Quella che si ricorda di telefonarti per sapere se ai barabini sia passato il raffreddore e per farti gli auguri di buon anniversario. Quella a cui non devi nemmeno chiedere dei favori. Lo fa, ancora prima che tu apra bocca.
Cara amica/sorella, se potessi verrei in Italia per darti un abbraccio e dirti che passera' tutto. Ora non posso, ma questo post vuole significare la stessa cosa.

venerdì 29 maggio 2015

Resoconto della giornata

Barabino 2 ha sentito il bisogno di fare pipi' nel giardino del nostro palazzo. Il mio gatto gli e' entrato in traiettoria (come disse Abatantuono in Mediterraneo) e si e' bagnato completamente. Risultato: barabini divertiti, il gatto un po' meno.

Il mio vicino di casa ha comprato una cuccia per il suo Labrador. Barabino 1 e Barabino 2 hanno giocato "a fare i cani" e si sono sdraiati nella cuccia. Risultato: bagnetto serale di un'ora e mezza e lavaggio degli indumenti a 90 gradi.

Durante quell'ora e mezza nella vasca mi sono allontanata un attimo e i Barabini  hanno allagato il bagno. Risultato: al rientro dal lavoro del marito, ho scaricato la mia rabbia su di lui. Per fortuna, capisce e non se la prende.

Meno male che oggi e' venerdi'. Buon weekend!

martedì 26 maggio 2015

Una lettera dall'Africa

Dopo tanti mesi di silenzio, la scorsa settimana ho finalmente ricevuto un'email da una dottoressa volontaria in Africa.
Non citero' il suo nome ne' la nazione in cui risiede, in quanto potrebbe essere l'esperienza di qualsiasi missionario, testimone a suo malgrado delle atrocita' in uno dei tanti paesi coinvolti nella guerra civile.
Ha descritto con fredda lucidita' episodi di violenza inaudita nei confronti di mamme e bambini (a volte non ancora venuti al mondo). Il suo racconto e' talmente macabro da non riuscire a riportarlo in questo blog. E' stato un pugno nello stomaco. Sono esperienze di persone normali, come la mia amica, le quali hanno deciso di dedicare la loro vita agli altri, agli inetti, ai dimenticati, agli ultimi.
Queste atrocita' sono avvenute sotto gli occhi indifferenti dei soldati europei, magari gli stessi per cui si spreca la parola "eroe" al loro ritorno in patria. "Missioni di pace"? Non credo proprio sia la definizione esatta. Missione di connivenza e' forse piu' opportuno. Il non-intervento davanti a tali crimini rende i soldati ancora piu' codardi di coloro che li commettono attivamente.
Persone come la mia amica dottoressa sono i veri eroi, ma in quanto tali, fuggono dagli onori della cronaca.
Mi sono ritrovata spesso a pensare a quell'email. La sera, prima di addormentarmi. Guardo Barabino 3 accanto al mio letto, mentre ascolto i fratelli scambiarsi gli ultimi pensieri della giornata. Improvvisamente mi sento la persona piu' fortunata del mondo, per il semplice fatto di essere in grado di abbracciare, coccolare e nutrire i miei piccoli. Un diritto che e' stato negato a molte mamme in paesi non cosi' lontanti dal nostro.


lunedì 18 maggio 2015

Ti voglio tanto bene



Questa canzone usci' poco dopo la nascita di Barabino 1. Ogni volta che l'ascolto, non posso fare a meno di emozionarmi. Mi riporta a dei momenti speciali: ricordo come se fosse ieri, una mamma alle prime armi durante una giornata di Primavera. Mentre il sole fa timidamente capolino alla finestra, sorride al suo bimbo, pensando che sia la cosa piu' meravigliosa di questo mondo. La radio italiana trasmette "Ti voglio tanto bene" di Gianna Nannini. Inaspettatamente, le guance della mamma si riempiono di lacrime di gioia e il bambino la osserva incuriosito. L'emozione ha preso il sopravvento. Brava Gianna per aver tradotto i miei pensieri in musica. (del resto, all'epoca era anche lei diventata mamma da poco).

I barabini hanno gusti leggermente diversi dai miei: Barabino 1 rise per la prima volta, ascoltando la canzone "On the floor" di Jennifer Lopez e Barabino 2 fece lo stesso con "One way or another" degli One Direction. Non sono canzoni divertenti di per se', ma quando sono cantate da una mamma stonata come la sottoscritta, diventano ridicole. (Riesco a rovinare perfino "Twinkle twinkle little star)

domenica 10 maggio 2015

W la mamma

Barabino 1: I love you mamma and you are my best friend.

Barabino 2, qual'e' il tuo monumento di Londra preferito? Risposta: la mamma.

NB. Barabini, se durante i vostri anni adolescenziali doveste nutrire rancore nei miei confronti, ricordatevi queste parole.
E se le vostre future mogli vi faranno scegliere tra me e loro, non dimenticate che la mamma e' sempre la mamma...soprattutto quelle italiane.

Buona Festa della mamma!

giovedì 7 maggio 2015

Partorire in UK (parte seconda)

Ho gia' parlato della mia esperienza di "donna gravida" a Londra.
Cosa succede dopo la nascita del pupo?
Una volta partorito, a meno che non ci siano complicazioni, le donne sono dimesse in poco tempo (molto prima che in Italia). Basti pensare che l'ostetrica mi aveva proposto di lasciare l'ospedale 6 ore dopo aver partorito (avete letto bene, SEI ore. Ho chiesto di rimanere almeno una notte).
In molte strutture, i neonati dormono in un lettino accanto a quello della madre e gli orari di visita sono piu' estesi rispetto all'Italia.
Prima di poter lasciare l'ospedale, un pediatra (nella maggior parte dei casi, un'infermiera con una specializzazione particolare) visitera' il bambino.
Una volta dimessi, un'ostetrica e una puericultrice (health visitor) si recheranno a casa della neo mamma, effettuando i vari controlli di routine (peso, esame del sangue nel tallone, colorito del pupo per rilevare il rischio di ittero e cosi' via).
La puericultrice visitera' bambino e mamma periodicamente (ogni 4/5 settimane per i primi mesi del bebe'). Per ogni problema ci si puo' sempre recare dal dottore di famiglia (GP) o in una delle baby clinic locali.
A questo punto, le mamme italiane si chiederanno: "Quando entra in scena il pediatra?". Tenetevi forte: il pediatra non esiste (a meno che non se ne trovi uno privatamente). Per qualsiasi preoccupazione bisogna far riferimento al proprio medico, il quale decidera' se e quando rivolgersi ad uno specialista.
Ritengo questa sia una delle pecche del sistema sanitario inglese. A mio avviso, un dottore generico non avra' mai la preparazione di uno specialista. Penso sia rassicurante saper di poter contattare il proprio pediatra ogni qual volta se ne senta la necessita'. Non disperate... Quando i miei barabini sono stati poco bene, ho sempre optato per il Pronto soccorso (A&E) di un ospedale. Ovviamente bisogna fare un po' di fila, ma si e' sicuri che i bambini saranno visitati da un pediatra.